La fecondazione eterologa comporta, inoltre, per i partner, la complessità di accogliere, accettare ed integrare la differenza del patrimonio genetico nel proprio progetto familiare. Cosa che non sempre avviene per motivi di diversa natura: etici, religiosi, personali, familiari, che talvolta, richiedono un tempo lungo di elaborazione, affinché la scelta possa essere maturata.
La coppia che sceglie la fecondazione eterologa dovrà prima affrontare e accettare il lutto di non poter concepire spontaneamente a causa dell'infertilità ed in seguito quello di non poter concepire un figlio con il proprio patrimonio genetico. Se la coppia non affronta questo elemento di perdita, non potrà riprogettarsi serenamente in un percorso di genitorialità con il ricorso dell'eterologa.
E' una ferita narcisistica profonda e la nascita di un bambino non è sufficiente a cicatrizzarla. Potrebbe riaprirsi in alcuni momenti del ciclo vitale del bambino, quando per esempio verranno privilegiate dinamiche di sperimentazione, a scapito di quelle di appartenenza, come nell'adolescenza o nello svincolo del giovane adulto.
Sicuramente la ferita narcisistica si riattiverà con tutta la sua veemenza, nel momento in cui la coppia dovrà decidere se narrare o no al proprio figlio, la modalità con la quale è stato concepito.
La scelta della fecondazione eterologa potrà facilmente comportare vissuti differenti nei partner, a seconda della personalità individuale, della storia familiare di appartenenza, di quella della coppia, della sua solidità, del problema specifico di infertilità e del vissuto rispetto alla donazione. Così come le strategie messe in atto: le donne sono più propense "all'accettazione delle responsabilità" mentre gli uomini cercano di affrontare il problema con "pianificazioni di soluzioni".
La coppia dovrà imparare a riconoscere e tollerare le rispettive differenze, affinché diventino sostegno e comprensione reciproche. Perché formare una coppia significa innanzitutto avere la responsabilità dell'altro e del suo benessere.
Il lavoro psicoterapeutico, durante il percorso di procreazione medicalmente assistito, soprattutto di tipo eterologo, permette di aiutare e sostenere i partner nel dedicare tempo e pensiero non solo alle scelte da fare, ma anche per preservare il legame della coppia sottoposto a dura prova.
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Fonte di riferimento:
Margherita Riccio, La diversità d'origine. Il modello sistemico-relazionale nei nuovi scenari di genitorialità. Edizioni Franco Angeli 2021